Per decenni, la psicologia si è occupata quasi interamente di disfunzionalità, disagio e sofferenza psicologica, accrescendo le proprie conoscenze sulla valutazione e cura dei disturbi e deficit mentali.

Ma intervenire per cercare di risolvere i problemi già esistenti (patologie), non è sufficiente a garantire la salute, che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute, 1946) ha definito come “uno stato di benessere fisico, mentale e sociale” che “non è solo l’assenza di malattia o infermità, ma uno stato positivo che possiede l’individuo in sé e nel suo contesto di vita”.

Questa nuova definizione di salute rende necessario un cambiamento di rotta anche all’interno del mondo della psicologia: il centro dell’universo psicologico si sposta così dal concetto di malattia, proprio della psicologia clinica, a quello di salute e potenziamento delle qualità e risorse dell’individuo, che la psicologia positiva fa suo. Quest’ultima opera quindi un autentico capovolgimento di prospettiva nei campi di indagine, tematiche, obiettivi ed interventi della psicologia:

  • dal focus sul concetto di malattia, deficit e carenza all’attenzione verso la salute, il benessere e la felicità;
  • dal risolvere a prevenire i problemi;
  • dagli interventi per “riparare” ciò che non funziona a quelli per “costruire” un’esistenza ricca di significato;
  • dall’operare per alleviare il disagio conseguente carenze, deficit e patologie ai progetti di prevenzione e promozione della salute e del benessere;
  • da interventi finalizzati alla riduzione o compensazione delle limitazioni conseguenti una patologia o disfunzionalità, alla mobilizzazione delle abilità e risorse della persona, funzionali al mantenimento e allo sviluppo del benessere.

Se adesso al centro del focus della psicologia vi sono nuovi costrutti quali il benessere, la salute e la felicità, diventa indispensabile indagarli e comprenderli a fondo, in tutte le loro sfumature. Secondo la classica antitesi tra “edonia” e “eudaimonia”, felicità e benessere possono infatti essere identificati come piacere (secondo il principio edonico) o come autorealizzazione (secondo il principio eudemonico).

Nel primo caso, il benessere, che coincide con il piacere e la felicità, si riferisce quindi principalmente ad una dimensione personale ed affettiva, di soddisfazione di vita (Kahneman, Diener e Schwarz, 1999). Secondo questa prospettiva, la psicologia positiva coincide con lo studio di “ciò che rende le esperienze e la vita piacevoli o spiacevoli”, ed ha come scopo principale la massimizzazione della felicità umana, intesa come semplice soddisfacimento di bisogni e desideri.

Nel secondo caso, il benessere non è un risultato o uno stato finale, quanto piuttosto un processo di realizzazione personale. Esso è generato dal rispetto e della realizzazione della propria vera natura ed è il frutto dell’inseguimento e raggiungimento di obiettivi positivi (Ryan, Huta e Deci, 2006). La vera felicità è così fondata sull’espressione delle proprie virtù, raggiungibile vivendo secondo il proprio “vero sé”, svolgendo attività profondamente congruenti ai propri valori e alla propria natura in grado di far sentire l’individuo intensamente vivo e autentico.

Al di là di questa contrapposizione tra “vita piacevole” e “vita buona”, tra “semplice piacere” e “espressione del sé”, diventa chiaro che la felicità, il benessere e la salute non possono essere garantiti dalla mera assenza di malattia ma piuttosto da un’esistenza caratterizzata da emozioni, obiettivi e relazioni interpersonali positive (Seligman, 2008) e possono essere tutelati, salvaguardati ed accresciuti potenziando tutte le componenti che le rendono possibili.

Le nostre TIP

Come dimostrato da numerose ricerche scientifiche, quindi, individuando e coltivando le risorse e potenzialità dell’individuo è possibile accrescere in maniera duratura il benessere psicologico. A partire da questa consapevolezza, ogni settimana pubblicheremo un articolo che fornirà un suggerimento semplice ma efficace per promuovere, mantenere o accrescere il vostro benessere e salute.

Qui di seguito il link alle TIP già pubblicate:

TIP 1: Ridurre le emozioni negative

TIP 2: Aumentare le emozioni positive

TIP 3 : Respirare con il diaframma

 

Bibliografia

Kahneman, D., Diener, E., & Schwarz, N. (Eds.). (1999). Well-being: The foundations of hedonic psychology. New York, NY, US: Russell Sage Foundation.

Ryan, R. M., Huta, V., & Deci, E. L. (2008). Living well: A self-determination theory perspective on eudaimonia. Journal of Happiness Studies: An Interdisciplinary Forum on Subjective Well-Being, 9, 139–170.

Seligman, M. E. P. (2008). Positive Health. Applied Psychology: An International Review, 57, 3-18.

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Per decenni, la psicologia si è occupata quasi interamente di disfunzionalità, disagio e sofferenza psicologica, ma intervenire per cercare di risolvere i problemi già esistenti (patologie), non è sufficiente a garantire la salute: è necessario un cambiamento di rotta anche all’interno del mondo della psicologia.