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Per migliorare
la concentrazione

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Per ottenere
prestazioni ottimali

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Per ridurre i sintomi
di specifici disturbi

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Per una migliore
concentrazione
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Per prestazioni
ottimali
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Per ridurre
alcuni sintomi

Il Neurofeedback è un particolare tipo di Biofeedback che si basa sulla visualizzazione in tempo reale dell’attività cerebrale, al fine di promuovere l’autoregolazione di alcune funzioni mentali. 

Strumenti estremamente precisi e non invasivi permettono di misurare l’attività elettroencefalografica (EEG), cioè l’attività elettrica del cervello, che si caratterizza per la presenza di diverse onde cerebrali. 

Queste onde riflettono specifici stati fisici, emotivi e cognitivi e possono essere regolate per promuovere aspetti come attenzione, concentrazione e calma mentaleIl Neurofeedback può favorire la riduzione della sintomatologia legata a specifici disturbi (es. ADHD) oltre ad ottimizzare il funzionamento del cervello per ottenere prestazioni superiori (es. durante gare, esami, riunioni).

L’efficacia del Neurofeedback si basa sulla neuroplasticità, cioè la capacità del cervello di modificarsi e riorganizzarsi attraverso l’esperienza. Con il progredire dell’apprendimento, questi cambiamenti possono mantenersi nel tempo senza la necessità di utilizzare ulteriormente la strumentazione.

Il Neurofeedback è un particolare tipo di Biofeedback che si basa sulla visualizzazione in tempo reale dell’attività cerebrale, al fine di promuovere l’autoregolazione di alcune funzioni mentali.

 

Strumenti estremamente precisi e non invasivi permettono di misurare l’attività elettroencefalografica (EEG), cioè l’attività elettrica del cervello, che si caratterizza per la presenza di diverse onde cerebrali.

Queste onde riflettono specifici stati fisici, emotivi e cognitivi e possono essere regolate per promuovere aspetti come attenzione, concentrazione e calma mentaleIl Neurofeedback può favorire la riduzione della sintomatologia legata a specifici disturbi (es. ADHD) oltre ad ottimizzare il funzionamento del cervello per ottenere prestazioni superiori nei compiti più stressanti (es. gare, esami, riunioni).

 

L’efficacia del Neurofeedback si basa sulla neuroplasticità, cioè la capacità del cervello di modificarsi e riorganizzarsi attraverso l’esperienza. Con il progredire dell’apprendimento, questi cambiamenti possono mantenersi nel tempo senza la necessità di utilizzare ulteriormente la strumentazione.

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no collateral

Un training di Neurofeedback, come l’allenamento fisico, è composto da una serie di sessioni precedute da una valutazione iniziale.

Ogni sessione è personalizzata sulle caratteristiche della persona, ma le fasi che costituiscono il training rimangono immutate.

ASSESSMENT 

Qualsiasi training di Neurofeedback inizia con un assessment, ovvero una valutazione multidimensionale che permette di tracciare il profilo elettrocorticale della persona, individuare i suoi punti di forza e le possibili aree di miglioramento su cui focalizzare il training.

L’assessment può durare da 15 a 30 minuti e si compone di diverse fasi: una misurazione a riposo (pochi minuti per rilevare i valori di base) e durante lo svolgimento di specifici compiti. In questo modo è possibile avere un quadro dell’attività cerebrale in diverse condizioni.

TRAINING E TRASFERIMENTO

Sulla base dell’assessment, viene progettato un percorso mirato alla regolazione di specifici pattern corticali. All’inizio di ogni sessione, i sensori vengono posizionati sulla persona mentre è seduta su una comoda poltrona. L’ampiezza di differenti onde cerebrali registrati viene trasformata in feedback coinvolgenti (suoni, melodie, immagini, filmati, animazioni, ecc.) e restituita in tempo reale alla persona.

Per poter osservare dei cambiamenti legati alla pratica del Neurofeedback ci vuole tempo: un training solitamente si compone di almeno 15 sessioni da 30-60 minuti, ma la lunghezza e il numero di sessioni dipendono dalla condizione di partenza della singola persona e da quanto velocemente impara a controllare la propria attività cerebrale. 

L’apprendimento è facilitato dalla presenza del trainer, uno psicologo qualificato che spiega il funzionamento e il significato delle procedure, segue passo dopo passo la persona durante gli incontri, ne sostiene la motivazione, verifica i progressi e modifica il training sulla base dei risultati raggiunti. Grazie al continuo esercizio, è possibile ottenere dei cambiamenti stabili.

REASSESSMENT 

La parte finale di un training di Neurofeedback consiste nella verifica dei risultati raggiunti e dell’efficacia del training, attraverso una valutazione elettrocorticale simile a quella affrontata all’inizio del percorso.

L’attività del cervello è scomponibile in diverse onde o ritmi cerebrali

L’attività cerebrale che è alla base di tutti i nostri pensieri, emozioni e comportamenti origina da miliardi di neuroni che costituiscono il nostro cervello e che utilizzano energia elettrica per comunicare tra loro. La combinazione di molteplici neuroni che inviano contemporaneamente dei segnali produce una quantità enorme di attività elettrica che può essere rilevata attraverso dei sensori posti sullo scalpo.

Tutti noi produciamo costantemente diversi pattern di attività elettrica, costituite da diverse “onde cerebrali”, che variano e si modificano a seconda di ciò che facciamo, pensiamo o sentiamo. Esse ci aiutano a far fronte a tutto ciò che ci accade quotidianamente, che si tratti di apprendere nuove informazioni o di calmarci dopo una lunga giornata stressante.

L’attività cerebrale può essere divisa in cinque ritmi o onde, sulla base della loro frequenza (misurata in Hertz, cicli al secondo), che, dal range di frequenza più basso al più alto, sono: 

Le Delta sono le onde più lente ed ampie prodotte dal cervello, predominanti durante le fasi di sonno profondo e coinvolte nei processi che regolano alcune funzioni autonome dell’organismo, come il battito cardiaco e la digestione. Questo ritmo cerebrale è, inoltre, associato al corretto funzionamento del sistema immunitario ed ormonale (ad es. al rilascio dell’ormone della crescita).
La presenza di onde Delta mentre dormiamo risulta fondamentale per garantire un sonno profondo e rigenerante, nonché il corretto funzionamento dell’organismo, promuovendo i suoi naturali processi di guarigione.
Le onde Theta sono onde lente e ampie, tipiche degli stati caratterizzati da basso arousal e ridotto stato di coscienza, come ad esempio la fase di addormentamento. Nella maggior parte delle persone adulte, l’attività Theta è molto ridotta durante la veglia. Tuttavia, gli individui in grado di raggiungere profondi stati meditativi mostrano una notevole attività anche da svegli.
L’attività Theta favorisce l’intuizione, la creatività e la regolazione emotiva. Dall’altra parte, l’eccesso di questo ritmo durante la veglia può essere collegato a difficoltà di concentrazione e di mantenimento dell’attenzione, tipiche nei Disturbi da Deficit dell’Attenzione. Inoltre, la presenza di attività Theta nelle regioni posteriori del cervello può essere associata a Disturbi dell’Apprendimento.
Il ritmo Alfa è caratterizzato da onde relativamente lente che accompagnano gli stati di calma e di rilassamento nei quali i livelli di arousal sono bassi. Solitamente le onde Alfa sono predominanti nelle regioni posteriori del cervello quando siamo rilassati e con gli occhi chiusi, mentre si riducono quando apriamo gli occhi e passiamo ad uno stato più attivo e vigile. Infatti, un fenomeno molto comune, che si verifica quando siamo agitati o stressati, è il blocco delle Alfa, una netta riduzione di queste onde a favore della comparsa di ritmi più veloci.
Un aumento del ritmo Alfa riduce i livelli di arousal e promuove uno stato di veglia rilassata. Tuttavia, un livello elevato di queste onde in certe situazioni può collegarsi a cali di concentrazione o difficoltà nel focalizzare l’attenzione: quando l’attività Alfa aumenta è come se la persona attivasse il “pilota automatico”, stato mentale non adeguato per le attività che richiedono pensiero critico, attenzione ai dettagli o elevata concentrazione.
Esiste poi una particolare tipologia di attività Alfa (con una frequenza tra i 10  e i 12 Hz ) che favorisce  il cosiddetto “stato di flow”, uno stato mentale ideale per rendere al meglio, durante il quale la nostra mente si trova in una condizione di calma e concentrazione. È ciò che sperimentiamo quando ci sentiamo immersi nell’attività che stiamo svolgendo: i pensieri sembrano fluire in modo naturale e perdiamo la cognizione del tempo. Si tratta di una condizione ottimale per raggiungere prestazioni elevate in ambiti come lo sport, la danza e la recitazione ma anche in attività lavorative, scolastiche o accademiche.
Le Beta sono onde veloci e di ridotta ampiezza che costituiscono il ritmo principale durante la veglia attiva. Sono predominanti nelle condizioni di aumentata attività mentale, concentrazione e attenzione focalizzata. All’interno della gamma di frequenze della onde Beta sono distinte due principali bande:
Low Beta (12 Hz – 15 Hz), cioè quelle più lente, indicate come SMR (ritmo sensomotorio), associate a stati di calma accompagnati da elevata concentrazione e prontezza, quali ad esempio le fasi di preparazione all’azione.
High Beta (18 Hz – 40 Hz), cioè quelle più veloci, associate a stati di elevato arousal. Un aumento di questa attività solitamente accompagna le condizioni di notevole stress, ansia, ruminazione e pensiero negativo.
Nel complesso, per promuovere una performance ottimale, è quindi auspicabile la prevalenza di un ritmo Beta più lento, evitando l’eccesso di attività a frequenze più elevate, che si accompagnano a stati di ansia e stress.
eyes beta focus
Le onde Gamma costituiscono la banda di attività cerebrale con maggiore velocità e minore ampiezza. Benché ci sia ancora molto da scoprire sul suo significato, l’attività Gamma sembra essere strettamente connessa con la capacità del cervello di integrare l’informazione proveniente da più canali sensoriali. Le Gamma sembrano così avere un ruolo importante nei processi più complessi e nelle abilità mentali più elevate, come ragionamento e problem-solving,
Quando abbiamo un’intuizione o quando, dopo un lungo ragionamento, troviamo finalmente la soluzione ad un problema, è possibile osservare un aumento di attività Gamma. Inoltre, è stato osservato che gli individui che presentano difficoltà di apprendimento o scarse capacità di memoria mostrano una ridotta attività Gamma quando impegnati in compiti difficili.

Non esiste un ritmo cerebrale “ottimale” o “migliore” rispetto agli altri

Il nostro cervello produce contemporaneamente tutti i tipi di onde, poiché tutte indispensabili per il suo corretto funzionamento. Ciò che gioca un ruolo determinante è piuttosto la capacità del cervello di cambiare in maniera flessibile il ritmo predominante. È questa flessibilità a consentirci, ad esempio, di concentrarci su un’attività, gestire al meglio lo stress,  o avere un sonno ristoratore. Al contrario, quando la presenza di uno dei cinque tipi di onde cerebrali risulta eccessiva o insufficiente possono insorgere problemi.

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