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Per gestire lo stress
di tutti i giorni

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Per migliorare
le prestazioni

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Per ridurre i sintomi
di specifici disturbi

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Per gestire lo stress
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Per migliori
prestazioni
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Per una vita più sana

 

 

no drugs
no collateral

Un training di Biofeedback, come l’allenamento fisico, è composto da una serie di sessioni precedute da una valutazione iniziale.

Ogni sessione è personalizzata sulle caratteristiche della persona, ma le fasi che costituiscono il training rimangono immutate.

Un training di Biofeedback, come l’allenamento fisico, è composto da una serie di sessioni precedute da una valutazione iniziale.

Ogni sessione è personalizzata sulle caratteristiche della persona, ma le fasi che costituiscono il training rimangono immutate.

ASSESSMENT 

Qualsiasi training di Biofeedback inizia con un assessment, ovvero una valutazione multidimensionale che permette di tracciare il profilo psicofisiologico da stress della persona, individuare i suoi punti di forza e le possibili aree di miglioramento, su cui focalizzare il training.

L’assessment dura da 15 a 30 minuti e si compone di diverse fasi: una misurazione a riposo (per rilevare i valori di base) e durante lo svolgimento di specifici compiti (ad es. cognitivi, sociali e fisici) al fine di analizzare le risposte a diversi tipi di stress. Ogni compito è seguito da alcuni minuti di recupero, per valutare se e in quale grado la persona è in grado di ritornare ai valori di base.

TRAINING E “TRASFERIMENTO”

Un training di Biofeedback si compone solitamente di 10-15 sessioni da 30-60 minuti. Sulla base dell’assessment, viene progettato insieme un percorso mirato al controllo di specifici parametri (battito, tensione muscolare, respirazione, ecc).

L’obiettivo ultimo del training è mantenere la regolazione delle proprie risposte fisiologiche anche in assenza del feedback. A questo scopo, nella parte finale del training, i feedback vengono progressivamente ridotti. Si definisce “trasferimento” la capacità di utilizzare le strategie apprese nel training durante le proprie attività quotidiane (lavoro, sport, studio, famiglia, ecc.).

REASSESSMENT 

La parte finale di un training di Biofeedback consiste nella verifica dei risultati raggiunti e dell’efficacia del training, attraverso una valutazione multidimensionale simile a quella affrontata all’inizio del percorso.

Durante le sessioni di Biofeedback, vengono monitorati contemporaneamente molteplici parametri, anche se alla persona può essere chiesto di imparare a regolarne solo alcuni.

Durante le sessioni di Biofeedback, vengono monitorati contemporaneamente molteplici parametri, anche se alla persona può essere chiesto di imparare a regolarne solo alcuni.

Respirare è un processo automatico e naturale. Tuttavia, in pochi sanno come respirare in modo funzionale. Questo tipo di respirazione rappresenta un modo relativamente semplice per favorire uno stato di rilassamento e regolare la propria frequenza cardiaca.
Tutti sanno che la frequenza cardiaca aumenta sotto sforzo e che è più lenta quando siamo rilassati. Il Biofeedback della Frequenza Cardiaca è un primo passo per promuovere la risposta di rilassamento.
Meno noto è il fenomeno della Variabilità della Frequenza Cardiaca (HRV). Infatti, il battito cardiaco non è regolare: aumenta quando inspiriamo e si riduce durante l’espirazione. Una più alta HRV è indice di flessibilità cardiovascolare, ovvero di una maggiore capacità di adattamento del nostro cuore a diverse situazioni stressanti (esami, riunioni, gare, ecc.).
Quando siamo agitati, nervosi o stressati, solitamente le nostre mani sono umide. Questo perché il sistema nervoso simpatico (responsabile delle risposte di attacco e fuga) esercita un controllo diretto sulle ghiandole sudoripare.
Attraverso il feedback dell’attività di queste ghiandole è possibile imparare a modulare l’attivazione del sistema simpatico, riducendola quando non necessaria (ad es., prima di andare a dormire) e aumentandola quando utile (ad es., durante una performance).
Tra le applicazioni più efficaci del Biofeedback, troviamo la regolazione della tensione muscolare. Ad esempio, molte persone soffrono di mal di testa cronico perché non consapevoli della continua tensione muscolare che mantengono nella zona frontale.
Infatti, il rilassamento muscolare è fondamentale per evitare gli effetti dello stress sul sistema muscoloscheletrico.
La temperatura periferica viene misurata sulle estremità del corpo (mani o piedi) e rappresenta un indice del tono vasomotorio (vasodilatazione o vasocostrizione).
Le nostre dita sono fredde quando i vasi sono costretti, per cui affluisce meno sangue alle estremità, e calde quando sono dilatati, in conseguenza della maggiore quantità di sangue nei distretti periferici. Come l’attività elettrodermica, anche la temperatura periferica è regolata esclusivamente dal sistema simpatico.
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